G.S. Ossidazione anodica

L’anodizzazione è un trattamento elettrochimico di finitura delle superfici dei metalli per migliorarne alcune caratteristiche come la resistenza alla corrosione ed aumentare la durezza superficiale.

L’obiettivo della lavorazione, sono classificabili in due categorie: miglioramento meccanico ed estetico.
Il miglioramento estetico dell’anodizzazione ed elettrocolorazione è facilmente percepibile alla bellezza della vista e alla piacevolezza del tatto.
I miglioramenti meccanici possono essere riassunti in aumento di resistenza a corrosione, usura e abrasione oltre all’aumento favorevoli di durezza superficiale, isolamento termico ed incollaggio.

Tali lavorazioni possiamo paragonarle a “verniciature permanenti” tramite un processo elettrochimico irreversibile, dove si forma un ossido sulla superficie del materiale dovuta alla corrente elettrica che attraversa le soluzioni in cui si trovano i materiali.

Il processo di anodizzazione prevede l'inserimento di parti in alluminio in una soluzione elettrolitica, un acido solforico debole, le quali saranno attraversate da una piccola corrente. Le parti in alluminio sono collegate al polo positivo (anodo) e il polo negativo Ŕ collegato al catodo negativo. Il catodo pu˛ essere fatto di piombo, alluminio o grafite, di solito in alluminio. Con il passaggio della corrente diretta sull'anodo, la superficie in alluminio viene ossidata e si forma ossido di alluminio. Lo strato di ossido si presenta come una struttura a nido d'ape con molti pori microscopici formata dalla superficie in alluminio. Questi pori hanno strutture adatti ad accettare le tinture per essere assorbite.

 

Fonti e approfondimenti: Wikipedia, prof. Diego Colombo - UniversitÓ Trento

 

Parti in alluminio colorate